La diffusione delle batterie al litio negli ambienti di lavoro è in costante crescita: utensili elettrici, dispositivi portatili, mezzi di movimentazione e sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici. Questa tecnologia offre prestazioni elevate, ma introduce rischi specifici di incendio ed esplosione che richiedono una gestione attenta degli aspetti della prevenzione incendi nei luoghi di lavoro.
Le batterie al litio possono surriscaldarsi, soprattutto durante la ricarica, e sviluppare pressioni interne tali da provocare esplosioni. Anche fattori esterni come urti, schiacciamenti o esposizione a fonti di calore possono aumentare significativamente il rischio di incendio. Per questo motivo è fondamentale adottare misure di prevenzione incendi adeguate e conoscere gli strumenti più efficaci per il primo intervento.
Norma ISO 3941:2026: cosa cambia con l'introduzione della Classe L
Da gennaio 2026 è ufficialmente in vigore la norma ISO 3941:2026, che introduce la Classe di fuoco L, dedicata agli incendi che coinvolgono batterie al litio. Questa classificazione rappresenta un passo avanti importante perché riconosce la specificità del rischio e fornisce un riferimento tecnico per la scelta delle attrezzature e delle procedure di spegnimento.
Le principali ricadute operative includono:
- miglioramento della valutazione del rischio incendio nelle aziende;
- maggiore chiarezza nella selezione dei sistemi di spegnimento;
- definizione di dispositivi e attrezzature specifiche per questa tipologia di incendio.
Gli strumenti per la sicurezza di un incendio batterie al litio
1. Estintori specifici per batterie al litio (Classe L)
Sono ora disponibili estintori specifici per Classe L, contenenti un agente estinguente liquido con doppia funzione:
- raffreddamento rapido della batteria per interrompere il thermal runaway;
- creazione di un film protettivo che limita la propagazione del calore e dei gas.
Il loro utilizzo differisce da quello degli estintori tradizionali e richiede formazione specifica, soprattutto per quanto riguarda distanza, modalità di applicazione e gestione dei rischi secondari. La combustione delle batterie al litio rilascia infatti gas e fumi altamente nocivi e può generare fenomeni imprevedibili, come esplosioni dovute alla pressione interna delle celle.
2. Coperte antifiamma di grandi dimensioni
Già diffuse prima dell’introduzione della nuova norma, per la gestione di questo tipo di incendio sono disponibili coperte antifiamma di dimensioni maggiorate, adatte a:
- accumulatori di impianti fotovoltaici,
- biciclette elettriche,
- monopattini,
- autovetture elettriche.
Queste coperte permettono di confinare l’incendio, limitare la propagazione e guadagnare tempo prezioso per l’arrivo dei soccorsi.
3. Contenitori ignifughi per lo stoccaggio sicuro
Per utensili come avvitatori, trapani o dispositivi portatili, sono disponibili contenitori certificati che consentono di:
- custodire le batterie al litio quando non sono in uso,
- isolare eventuali batterie difettose,
- ridurre il rischio di propagazione in caso di surriscaldamento.
Si tratta di soluzioni pratiche e immediate, particolarmente utili in officine, reparti manutenzione e magazzini.
La gestione delle batterie al litio richiede oggi un approccio più consapevole e aggiornato. La nuova Classe di fuoco L e le attrezzature dedicate rappresentano strumenti preziosi, ma la differenza la fa sempre la prevenzione: formazione, procedure chiare e una corretta valutazione del rischio.
E soprattutto, in caso di principio d’incendio da batterie al litio è fondamentale chiamare immediatamente i Vigili del Fuoco al 112. Gli strumenti descritti sono utili per un primo intervento, ma non sostituiscono l’azione dei soccorritori.
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Martedì 05 maggio 2026
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