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Le sfide nella valutazione e la gestione dei rischi negli ambienti confinati

Nell’ambito della valutazione di tutti i rischi, uno degli ambiti che viene frequentemente sottovalutato è quello degli ambienti confinati o sospetti di inquinamento.

Nell’ambito della valutazione di tutti i rischi, uno degli ambiti che viene frequentemente sottovalutato o mal interpretato è certamente quello degli ambienti confinati o sospetti di inquinamento.

Questi spazi, che superficialmente possono essere visti come familiari o innocui, nascondono in realtà dei pericoli potenzialmente di morte quali asfissia, avvelenamento oppure incendi ed esplosioni, che per loro natura si manifestano rapidamente e, se non interpretati correttamente in prima battuta, senza preavviso. Ad oggi, gli incidenti in ambienti confinati sono ancora la prima causa di morte sul lavoro multipla.

LA DEFINIZIONE DEGLI AMBIENTI CONFINATI

Come è noto a chi si occupa di salute e sicurezza sul lavoro, la definizione normativa di ambiente confinato o sospetto di inquinamento in Italia si basa principalmente sul D.Lgs. 81/2008 e sul DPR 177/2011. Il D.Lgs. 81/2008 si occupa degli “ambienti sospetti di inquinamento” specificamente all’articolo 66 e all’interno dell’allegato IV (punto 3), fornendone un elenco non esaustivo ed indicando brevemente delle procedure di sicurezza.

In particolare, negli spazi confinati l’accesso è consentito solamente previo accertamento dell’assenza di pericolo per la vita e l’integrità fisica dei lavoratori, ovvero previo risanamento dell’atmosfera; i lavoratori, inoltre, per poter operare devono essere legati con cintura di sicurezza, vigilati per tutta la durata delle operazioni e dotati di dispositivi di protezione.

Il DPR 177/2011, che integra e specifica gli obblighi in materia, amplia e specifica quanto previsto dal Testo Unico, definendo gli ambienti confinati o sospetti di inquinamento come spazi circoscritti non progettati e costruiti per la presenza continuativa di lavoratori, con vie di ingresso o uscita limitate e potenziale presenza di rischi chimici e fisici gravi. Il decreto stabilisce in seguito i requisiti rigorosi per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autorizzati a operare in questi ambienti.

Inoltre, la norma tecnica UNI 11958:2024 fornisce una definizione tecnica di ambiente confinato, con particolare attenzione ai criteri di identificazione e valutazione dei rischi associati.

INDIVIDUAZIONE DEGLI SPAZI CONFINATI

Per quanto possano sembrare complete ed esaurienti le definizioni normative, la difficoltà principale nel parlare di ambienti confinati o a sospetto inquinamento, risiede anzitutto nell’individuarli correttamente. Questa incertezza porta molti lavoratori e datori di lavoro a sottovalutare o escludere dalla classificazione proprio quei luoghi più familiari o usati con frequenza come vasche, silos, pozzetti, serbatoi ritenendo che la familiarità e la consuetudine siano sinonimi di sicurezza.


Il rischio reale, invece, nasce proprio dalla normalizzazione dell’esposizione ai rischi negli ambienti confinati, che porta alla sottostima del pericolo e, nel caso specifico degli spazi confinati, potenzialmente ad incidenti mortali.


Questo aumenta esponenzialmente anche il profilo di rischio per l’azienda; il vero rischio aziendale negli spazi confinati non è l’evento in sé, ma la sottovalutazione della sua complessità. Trattare queste attività come “routine” o delegarle a personale non qualificato può avere conseguenze devastanti.


I fatti di cronaca ed i dati raccolti dall’INAIL negli anni, ci ricordano che sottovalutare il rischio porta, in una moltitudine di casi, ad almeno a due decessi. È indispensabile quindi puntare tutto su una corretta individuazione degli spazi e su una valutazione dei rischi che prenda sempre come riferimento il peggior scenario ipotizzabile, senza lasciare nulla al caso, neppure quando l’ambiente sembra innocuo o noto.

LA GESTIONE DELLE EMERGENZE

Come è noto, al di là del primo evento accidentale, l’insidia che si cela dietro le attività svolte negli ambienti confinati, è legata all’intervento in emergenza di un secondo lavoratore o gruppo di lavoratori.


Se qualcosa va storto all’interno di uno spazio confinato, spesso tentare di salvare il primo operatore coinvolto risulta in un tentativo vano che mette altresì in pericolo i soccorritori, qualora non correttamente addestrati. È essenziale impedire, pertanto, che i colleghi intervengano impulsivamente, rischiando a loro volta la vita. Tante tragedie in passato, sono scaturite proprio dal tentativo istintivo e maldestro di soccorso.


Come detto, le statistiche parlano chiaro: gli incidenti in questi spazi rappresentano la principale causa di morti multiple sul lavoro, dove all’infortunato iniziale si aggiunge almeno un soccorritore improvvisato.

COME FRONTEGGIARE I RISCHI NEGLI AMBIENTI CONFINATI

Le sfide cui ci mette di fronte la presenza degli spazi confinati in un ambiente di lavoro sono molteplici, ma quali sono le strategie per affrontarle nel modo migliore?

  • Individuare preventivamente la presenza degli ambienti confinati;
  • Valutare il rischio in maniera rigorosa, affidandosi a professionisti esperti;
  • Investire in modo serio sulla creazione di procedure per le lavorazioni;
  • Effettuare una formazione costante dei lavoratori e prevedere delle esercitazioni pratiche con lavoratori più esperti;Progettare i soccorsi, formare delle squadre dedicate e dotate di strumentazione idonea;Effettuare la qualificazione obbligatoria delle imprese, come stabilito dal DPR 177/11.

Tutti questi sono passi fondamentali che non possono essere visti come un costo, ma rappresentano un investimento strategico essenziale per proteggere il patrimonio dell’intera organizzazione (umano, legale, finanziario e reputazionale). La sicurezza, quando si tratta di ambienti confinati, non ammette scorciatoie e il costo della prevenzione va visto come investimento nel bene più alto: la vita dei lavoratori.

Se hai bisogno di una consulenza o di una valutazione specifica sui rischi negli ambienti confinati o sospetti di inquinamento, contattaci oggi.

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Mercoledì 12 novembre 2025

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