Immagina di entrare in una stanza completamente buia e di sapere che all’interno ci sono ostacoli, oggetti sparsi a terra, spigoli. Entrare in un ambiente di lavoro privo di segnaletica di sicurezza è come muoversi in una stanza buia: i pericoli ci sono, ma non si vedono.
Mettere la giusta segnaletica è come accendere la luce, permette di orientarsi, di comprendere e agire con consapevolezza. L’esperienza ci insegna, però, che anche una luce mal posizionata o troppo fioca non serve a molto. Allo stesso modo, una segnaletica di sicurezza mal gestita può risultare inutile, se non addirittura dannosa.
Ecco i cinque errori più comuni da evitare in un ambiente di lavoro.
1. Posizionare i cartelli in punti poco visibili
Un cartello nascosto dietro una porta aperta o coperto da un armadio non serve a nulla. La segnaletica non deve essere adottata “perché si deve”, ma deve essere funzionale a chi è esposto ai rischi comunicati.
Perciò deve essere posizionata strategicamente, all’altezza giusta per essere letta facilmente e in tempo utile. È fondamentale considerare anche l’illuminazione dell’area: una buona visibilità non dipende solo dal posizionamento, ma anche dalla luce ambientale e dall’assenza di ostacoli visivi.
2. Usare solo l’italiano nei cartelli in contesti multilingue
In molti ambiti produttivi, la forza lavoro è – in misura sempre maggiore – internazionale. Affidarsi esclusivamente a testi in italiano può essere un errore grave: chi non comprende la lingua rischia di ignorare indicazioni fondamentali per la propria incolumità e quella altrui.
Il testo unico per la sicurezza sul lavoro (D.Lgs.81/2008) specifica che la valutazione dei rischi deve tenere conto anche dei rischi connessi alla provenienza da altri Paesi. È buona prassi, pertanto, integrare testi con simboli universalmente riconosciuti o fornire traduzioni nei principali idiomi parlati dai lavoratori.
Una comunicazione più sicura passa attraverso una comunicazione più inclusiva.
3. Sovraccaricare l’ambiente con troppi segnali
Un eccesso di cartelli può generare un “rumore visivo” che rende difficile distinguere le indicazioni davvero rilevanti. Quando tutto sembra urgente, nulla lo è davvero.
È importante fare una selezione efficace, evitando ridondanze e informazioni inutili, così da guidare lo sguardo con immediatezza e chiarezza. Nel caso, ad esempio, della segnaletica di obbligo di utilizzo dei DPI, è importante che venga posizionata specificamente nelle aree pertinenti e non genericamente all’ingresso dell’area produttiva.
4. Non formare adeguatamente il personale
Un cartello funziona solo se chi lo legge sa cosa significa. Non si può dare per scontato che tutti i lavoratori conoscano il significato dei simboli di sicurezza, soprattutto se provengono da settori diversi o non hanno mai ricevuto una formazione strutturata in materia.
La formazione continua deve includere momenti dedicati all’interpretazione della segnaletica, come ad esempio all’interno di corsi sulla sicurezza o momenti di verifica della conoscenza in fase di addestramento.
Se hai bisogno di organizzare dei corsi di formazione di salute e sicurezza nell’ambiente di lavoro, contattaci!
5. Trascurare la segnaletica di sicurezza orizzontale
Le linee a terra in magazzini, stabilimenti o cantieri sono fondamentali per delimitare corsie pedonali, aree riservate ai mezzi o zone promiscue. Ignorarle, lasciarle sbiadire o renderle poco chiare equivale a togliere le corsie da una strada: aumenta la confusione e il rischio di incidenti.
È di fondamentale importanza anche non avallare comportamenti quali l’abbandono di materiale in corrispondenza di passaggi pedonali o percorsi di emergenza. La segnaletica orizzontale non è solo una misura logistica: è una componente chiave nella prevenzione.
In conclusione, la segnaletica di sicurezza è molto più di un obbligo normativo: è un linguaggio visivo che guida, avverte e protegge. Perché funzioni, però, deve essere ben visibile, comprensibile e aggiornata. Trascurarla significa esporre persone e processi a rischi evitabili. Proprio come la luce in una stanza buia, è inutile se non ci permette davvero di vedere dove stiamo andando e di farlo in sicurezza.
Il Team di G&G Consulenze
Mercoledì 23 luglio 2025
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